Speranza
Speranza, dal latino Spes, nell’antichità classica era una divinità rappresentata in piedi, con un accenno di movimento in avanti, un bocciolo di fiore nella mano destra e la veste sollevata sul fianco sinistro; l’equivalente greco di Elpis, e tradizionalmente era definita come l’“ultima dea”, espressione che si ritrova nel detto popolare “la speranza è l’ultima a morire”, in quanto, come era narrato nel mito del Vaso di Pandora, essa è l’ultima risorsa per l’uomo: quando tutti i mali contenuti nella giara all’apertura si erano dispersi nel mondo rimase, per volontà di Zeus, solo Elpis come riparo consolatore per l’umanità.
Un’immagine, quindi, che mette in tensione la forza con la bellezza e risuona come un appello a mantenere salda e forte la tenacia nel continuare a credere e a lottare per l’armonia e l’equilibrio, per il bene. Difficile, si potrebbe dire, visto i fatti drammatici che negli ultimi anni stanno segnando l’umanità intera!
È vero, è difficile, ma per questo ci vuole forza, ci vuole coraggio, qualità queste che senza dubbio non possono esistere se non c’è alla base la speranza. Vogliamo pensare alla speranza come a un’esperienza concreta, un’esperienza di corpo, che ci fa battere il cuore, che libera energia e vitalità. Nessuno in questo momento può cedere alla tentazione di scivolare nella disperazione, un esempio di vera disperazione è quella delle popolazionimassacrate dalla guerra, diabolica e disumana, dove migliaia di uomini, donne e bambini in fuga dall’orrore cercano di sottrarsi a questo mortifero tsunami… allora chiediamoci: «Da dove prendono la forza di lottare queste persone, di resistere a questo genocidio, di abitare condizioni estreme di sopravvivenza?», non è forse la speranza che li anima e li spinge, in piedi, verso quel fiore che la dea tiene in mano? Il fiore come speranza, speranza di mettere in salvo i propri figli, i propri cari, speranza in una vita migliore.
La speranza è una delle tre virtù teologali, fondamento della vita cristiana, e non a caso è il tema scelto per questo Giubileo 2025: “Pellegrini di speranza”, un invito per tutti a essere costruttori responsabili di un mondo migliore.

